GIORGIO PALUMBI

"Francesco Corica"

Artista dall’eccellente qualità realizzativa, le cui opere scaturiscono dalla mera metafora della vita alla ricerca di un “assoluto” verso il quale proiettare il proprio pensiero per estrapolarne l’energia che ne cela, appropriandosene mediante un’astrazione descrittiva di una spazialità che, fuoriuscendo dalle tele, sa librarsi in libertà ad incontrare lo sguardo dell’osservatore. 

Egli, nel conferire alle proprie esecuzioni un profondo valore astrattistico, magistralmente sa rappresentare la risposta agli enigmi del proprio bagaglio culturale ed alle memorie accumulate nel tempo. 

La loro pregevolezza non si identifica nella forma, ma nel vuoto in esse contenuto, che anela a testimoniarne la forza in sé interiorizzata, visualizzabile attraverso la  potenza creativa dell’autore. 

I suoi dipinti, pertanto, sanno bene indagare gli spazi ad essi assegnati dalla peculiarità talentuosa dell’artista che, estrapolando la figurazione dall’insieme pittorico, oltremodo conoscono come costruire un rapporto ottimale tra luce e forma, incrementando l’espressività dei segni addensati di applicato ammaliante colore. 

Ne deriva, così, molto stretto il rapporto tra le immagini e le sensazioni provate dallo spettatore; il quale, ponendosi  dinnanzi ad esse, non può non restarne affascinano dal linguaggio coloristico delle forme realizzate. 

Lavori in astrazione quindi i suoi, in rarefazioni formali nelle quali il vivido uso del colore campeggia sulle tele attraverso pigmenti bene strutturati, il cui ammaliante cromatismo sa imporsi sulle figurazioni rappresentate ed ombreggiate dai colori delle terre, sulle quali svetta il vermiglio della sua ribellione interiore, con veemenza  pennellato dal pittore. 

Tecnica inconfondibile quella di Francesco Corica, che, inoltre, sapientemente interpreta la spazialità facendola fantasticamente emergere in libertà dalle sue colte tele. 

L’inimitabile suo percorso pittorico, così autarchicamente seguito, formatosi nel clima intellettuale di un astrattismo contemporaneo che ricorda i talentuosi Venturi, Santomaso, Turcato e Vedova, pone in evidenza la propria coerenza del modo di rappresentare le emozioni vissute e vivacizzate dai suoi dipinti. 

Pertanto le forme ottenute e rese evidenti dal magma dei colori utilizzati ed impastati dai suoi dotti pennelli sanno caratterizzarsi attraverso la catarsi duna luminosità che non abbaglia, ma che lambisce come sabbia del deserto e, parimenti da essa, si movimenta conquistando l’attenzione dell’occhio. 

Creatività, la sua, che sa coniugarsi con i propri ritmi vitali, consentendo all’osservatore di esserne partecipe delle profuse sensazioni emanate dal suoi spirito artistico e tradotte mediante una sublime colorazione bene impastata di pigmenti e espressa da una rata acutezza segnica. 

La vitalità ottenuta dalla sua “Arte”, felicemente scossa dai sussulti della propria anima, trova l’appropriatezza tonalità cromatica che evoca l’intensità del proprio pensiero, capace di perscrutarne il profondo, sensibilmente immergendosene nella vera essenza dell’esistere. 

Astrattismo, il suo, che non si riduce e non si riconduce ad un’inquietudine fine a se stessa o ad un vago partecipare alle problematiche sociali, di cui è pregno di riferimenti, ma che inneggia ad un a consapevole visione del “sé” sospinta da un’autoreferente libertà espressiva senza confini. 

Stile pittorico, quindi, quello di Francesco Corica, dalla singolare identità e di elevata qualità estetica, nel cui forbito linguaggio artistico, lo steso valentemente sa porsi a confronto con i tempi e del cui lessico astratto egli bene conosce la dialettica compositiva. 

Personale grammatica estetica così risolta attraverso un’analisi cromatica di rara valenza, i cui colori, nel rendersi interpreti del suo affascinante pensiero, sanno rendersi prescrutatori del proprio profondo e sapientemente indagare nell’”io”. 

A buona ragione, dunque, egli può essere ritenuto uno dei più validi artisti contemporanei, conoscendo, lo stesso, con grande capacità come interesse lavori che si caratterizzano per magnificenza attrattiva nel sapersi snodare per dare forma ad immagini di elevato spessore culturale. 

Giorgio Palumbi
critico d'arte