AURELIO DE ROSE

"Intimità esplicative"

Queste opere di Francesco Corica ripercorrono attraverso immagini riposte ed accantonate nell’intimo, quel percorso di astrazione formale che prosegue da tempo, proiettandolo ancor più verso una rinnovata ricerca cromatica. 

Questa, si manifesta attraverso nuove matrici tonali che si caratterizzano nella predominanza dei carminio e dei bituminosi. A questi si aggiunge poi l’utilizzo del bianco che dilata ed evidenzia la curata ricerca della luce. 

Percorso di coerenza estetico-formale, che ripercorre razionalmente una seri di eventi vissuti oppure che emotivamente lo fanno interessato e coinvolto; riproposti mediante coerenti ed equilibrate forme narrative, sintetizzate dai valori suggestivi dei citati cromatismi. Artista di espressione surreale Francesco Corica, materializza le sensazioni di avvenimenti personali e sociali metabolizzati dalla propria interiorità, trasferendone ai supporti telati il rinnovato ricordo. 

Tale quindi rappresentative di un susseguirsi di “intimità esplicative”, che nei vari temi proposti e raggruppati nei mutamenti oggettuali, enunciano nei vari aspetti un proprio vissuto: passioni e testimonianze partecipative; così come rievocazioni di una drammaticità che coinvolge, nella sopravvivenza, al tanto sostenuta globalità. Tutti sostanzialmente assemblati in tragitti di superata luminosità. 

È compartecipe dunque sia dei “momenti” dell’esaltato valore cromatico che affida alle forme, sia di quelli dai quali non può intimamente sottrarsi ed ai quali assegna, mediante le varie tonalità dei rossi e dei neri, il proprio messaggio. Lettura di quei rossi in particolare, che tingono la vita; come rappresentazione sia della propria che dell’altrui partecipazione e sostanziale proposizione di fiducia nei confronti della stessa, che appare illuminata, come intima speranza migliorativa, dall’alternanza dei chiarori del bianco. 

E così, nel susseguo, le tele narrano sia degli intimistici introspettivi: Il profumo dell’alba e Sogni infranti che di quei percorsi più ampi e sociali di Fuoco nel cielo e Nero d’Oriente. In questi, così come in tutti gli altri, sia pure nelle alternanze oggettuali, rimangono però fortemente evidenziate le matrici evocative di quella personale impronta di partecipazione emozionale che contraddistinguono da sempre le opere di Francesco Corica.

Aurelio De Rose
saggista e critico d'arte